Wolfgang Muller
Sotto il cielo di San Pietroburgo

Un reportage intenso e drammatico racconta la difficile quotidianità di bambini e adolescenti che vivono abbandonati a loro stessi per le strade di San Pietroburgo. La loro esistenza, segnata da violenza e precarietà, si consuma tra prostituzione, accattonaggio e piccoli reati con cui si guadagnano da vivere. L'uso di eroina, alcol, ma soprattutto di droghe "povere" come le colle e il lucido da scarpe (da qui il nome Karat) - presenza costante nelle loro storie - rappresenta spesso l'unico espediente per far fronte al vuoto affettivo e all'angoscia di un futuro senza prospettive. Tra il 2000 e il 2001, Wolfgang Müller ha passato nove mesi a San Pietroburgo con l'intento di raccogliere una documentazione fotografica che si allontanasse dal cliché dei bambini di strada visti come inevitabilmente infelici e perduti. Il lavoro del fotografo tedesco, incentrato sulle storie di otto fra ragazzi e bande, mette piuttosto in luce come essi si siano ritagliati, tra sottotetti e cantine, uno spazio di libertà in cui condividere non solo miseria e sofferenza, ma anche preziosi momenti di tenerezza e di divertimento.
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