 La via per il successo Quand’è che una persona può dirsi “di successo”? Dipende. Dipende dal metro con il quale questo successo si misura. Ma, prescindendo da ogni valutazione fenomenica, il successo è innanzi tutto una condizione interiore, che nasce dalla soddisfazione di sé. In questo senso, ogni iniziativa atta a stimolare e sviluppare sogni e potenzialità, diviene uno strumento prezioso per il raggiungimento del “successo” così inteso. Per cultori e professionisti della fotografia, i workshop del Toscana Foto Festival rappresentano proprio uno di questi preziosi strumenti. Ci dice Alex Mezzenga, fotografo romano, ed allievo di uno dei corsi di Franco Fontana: “Dalla mia partecipazione al corso di Franco ho ottenuto diversi successi professionali, dal progetto fotografico protagonista della mia mostra appena conclusa, recensito da Franco Fontana in persona, alla collaborazione con il settimanale L'Espresso”. “Sempre grazie a voi - prosegue Alex -, perché è in occasione dell’ultimo Toscana Foto Festival che ho conosciuto la responsabile delle copertine de ‘L’Espresso’”. Una testimonianza sincera, e concreta, delle incredibili opportunità che il Toscana Foto Festival offre. Certo, ci vuole anche un ingrediente fondamentale: la passione. In questo senso, il fatto che lo studio fotografico di Alex sia in via del Fuoco Sacro non sarà un caso. Benvenuti al Toscana Foto Festival “Cari amici fotografi, benvenuti al X Toscana Foto Festival e nella gioiosa e rinascimentale Massa Marittima. Siamo cresciuti insieme per merito di tutti, voi e noi, e in amicizia colgo l’occasione per esprimere una mia opinione sulla fotografia, sempre con il beneficio d’inventario e con la gratitudine della vostra attenzione. Penso che la ‘fotografia’ non sia solo uno stadio di una realtà positiva, come se ognuno di noi dovesse girare con uno specchio, ma una ricerca di verità ideale piena di suggestioni, mistero e fantasia con la logica conseguenza che bisognerebbe fotografare il mondo come vorremmo che fosse. Il fotografo si cimenta sempre su una pellicola vergine, come se fosse un foglio bianco in attesa di metterci i suoi pensieri, ma ciò che più conta, ed è molto importante, non è quello che riuscirà ad impressionare sulla pellicola vergine, bensì quell’attimo magico in cui è già tutto presente allo stato potenziale dentro di noi: questo stato è il magazzino depositario della nostra creatività e creatività è un momento che genera vita e che non significa fotografare quello che c’è, ma fotografare quello che c’è in funzione di quello che immaginate in modo da impressionare questa pellicola e liberarla così dalla sua frigida castità testimoniando il mondo attraverso la vostra realtà: perché fotografare è possedere, è un atto di conoscenza e di possesso profondo. Il mondo lo si scopre solo in funzione di quello che si ha dentro, abbiamo bisogno del mondo per scoprirlo. Liberate l’artista che è dentro di voi e lasciate che questo prima fotografi e poi pensi: il falco durante la caccia non pensa ma colpisce. Lavorate con gioia, entusiasmo e se dovessero cogliervi dei dubbi non dovete far altro che concedervi una pausa trascorrendo qualche ora nel vostro giardino”. Franco Fontana
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