 Vincitori del Premio "Le Logge" al Miglior Portfolio Tff 2000 Carlo Bonazza "Tra terra e mare" Le fotografie presentate nella mostra "Tra terra e mare", sono il racconto di un vagabondaggio in quelle zone dove in Maremma le acque e la terra si mescolano e si separano: il padule. Queste zone umide, come le campagne da poco bonificate e i loro confini con il mare, si raccolgono agli occhi del fotografo in un luogo al tempo stesso familiare e straniero, dietro casa eppure "lontano" dove tutto sembra fermarsi in uno sperdersi avvolgente e incantatore. Carlo Delli "Monte Pisano e dintorni" Il Monte Pisano è una piccola area di pochi chilometri quadrati, posta tra Lucca e Pisa. Quasi tutti sono convinti che dal punto di vista naturalistico non presenti nulla di eclatante e forse hanno ragione. Ma se noi - che ci crediamo tanto grandi - ci abbassiamo un po', troviamo la terra, le sue creature e le sue creazioni. E abbassandoci probabilmente ci eleviamo. Nel piccolo forse troviamo lo specchio dell'infinitamente grande. Così i dintorni del Monte Pisano non hanno più limiti: l'occhio del Camaleonte li fa confinare col Madagascar, le ali della falena Caligo li fanno appartenere alla foresta amazzonica, coralli morti li accomunano alla Florida, acque stagnanti li trasformano in paludi costiere, e così via, potenzialmente all'infinito. Questo è il potere della fotografia ed è un grande potere. Soprattutto se espresso dalla fotografia "pura", cioè da "fotografie che sembrino fotografie e non imitazioni di altre arti". Fotografia "pura" che si fa guidare dalle idee di bellezza e di realtà. L'idea di bellezza della realtà da tradurre nel linguaggio fotografico è la principale guida della fotografia di natura. Fausto Donnini "Sguardi" Ci sono autori, e Fausto Donnini è fra questi, che sono difficilmente classificabili all'interno di un genere. Ad una prima lettura, a dire il vero, sembra che si muova all'interno della fotografia naturalistica e di paesaggio perché questo è il soggetto che il fotografo fiorentino privilegia e che ripropone nelle sue visioni. Ma se solo si analizza con più attenzione le qualità davvero eccelsa dello stampe, le varietà tonali dei grigi, le cura delle riprese, la stessa scelta del bianconero per soggetti che sembrerebbero richiedere il colore, allora ci si accorge che quanto realizzato da Donnini altro non è che un omaggio alla fotografia in quanto tale, alla sua sempre sorprendente capacità di conservare la propria essenza al di là del soggetto ripreso. (…) Le sue immagini sono un omaggio alla bellezza: quella della natura ma anche, ovviamente, della fotografia. Roberto Mutti - capo redattore "Immagini Fotopratica" Andrea Razzoli - New York Memories Un'emozione di un luogo che ritorna alla mente con mille sfaccettature diverse, un'emozione che fa rivivere una nuova realtà. Frammenti del mio passato in un'interpretazione onirica dei ricordi, di momenti vissuti, di attimi di vita. La Polaroid, istantanea per eccellenza, utilizzata con la tecnica del collage, si trasforma paradossalmente in un mezzo della memoria. Come scrive Franco Fontana "... in queste immagini si identifica un personalissimo linguaggio creativo, Il color seppia conferisce alla scena un sapore magico ed evocativo, quasi si trattasse di un teatrino della memoria. Le figure sembrano sospese in un luogo fuori dal tempo, cristallizzate nelle loro azioni". Vincitore del Premio al Miglior Porfolio di "Alberobello Fotografia" 2000 Silvio Canini "Venditori d'ombra" Dinastie di bagnini che controllano l'esercito dei turisti. Nello spazio compreso fra il lungomare, i primi alberghi e il mare, prende forma il racconto dei diversi personaggi e dei momenti che scandiscono i ritmi di questo mondo a parte: una zona franca dove alcune consuetudini vengono dimenticate,altre si perpetuano immancabilmente,se ne instaurano di nuove. Un microcosmo, quello della spiaggia, dove spesso ci si ritrova "più a nudo" del previsto! Vincitori del Premio "Canon Giovani Fotografi" Vincitore della sezione Miglior Portfolio Paolo Verzone premiato per "Per l'ottima omogeneità di visione, per l'ottima qualità di stampa, per la capacità di aver narrato un luogo con originalità, evitando luoghi comuni e giudizi e privilegiando atmosfere e situazioni aderenti in un contesto preciso".
David Steets si è distinto nella sezione Miglior Progetto a giudizio della Giuria " Per l'originalità di un progetto che raccoglie estetica, sintesi e impegno civile. Per la capacità di aver messo in immagine la bellezza dell'orribile creando una sospensione tra ambiguità dentro la realtà". Ex-aequo e due donne elette vincitrici della Borsa di Studio.
Sara Dario è stata premiata per "l'originalità di una ricerca in grado di fondere il linguaggio dell'immagine e delle culture. Per l'eleganza di un montaggio realizzato con materiali non convenzionali. Per la capacità di sostenere la complessità della storia in relazione ai linguaggi sulla contemporaneità. Per la complessità e la ricchezza di un linguaggio e per la straordinaria capacità di esprimere emozioni personali ed entrare in sintonia".
Cinzia Canneri invece è stata scelta "per la delicatezza di una narrazione capace di non trascendere e di mantenere, invece, un ottimo equilibrio tra poesia, diario privato e reportage" la seconda. Vincitori del Premio al Miglior Portfolio dell'Internazionale di Fotografia di Solighetto Adriano Boscato-Maria Letizia Gabriele "Maddalene" L'insieme delle immagini si inserisce in un contesto multimediale più ampio che riguarda una ricerca sulle figure femminili legate alla passione di Cristo e, in particolare, prende origine (o meglio pretesto) da una poesia di Rilke "Pietà", visione assolutamente umana di una passione non corrisposta, e si allarga verso un tema più generale che è quello della relazione amorosa. Patrizia Riviera "Visti da vicino" "Lo sguardo coglie in primo luogo il volto dell'altro, volto che è una maschera, o una delle tante facce e delle molteplici forme che l'uomo può sperimentare. Cosicché ogni volto, ogni maschera è vera ma non la sola possibile, non l'assolutamente vera. ...Il volto dell'altro mi appare come dimensione di estraneità: perché è ciò che non posso ridurre a mio dominio. L'altro mi sfugge per quello che è, rimane, ai miei occhi, celato. ...La persona, non consentirà mai a nessuna indagine di esplorarla fino in fondo, così da definirla secondo una trasparenza totale. Cosicché in ciascuno rimarrà sempre un ignoto, una intimità alla quale ci si può avvicinare, ma non possedere." Tratto da "Impronte del corpo e della mente" di P. G. Lucchini Le Mostre, dove e quando   Torna alla prima
|