TFF - Archivio 2002  Vincitori Premio "Le Logge" 2001 Toscana Foto Festival 2001 Angela Rosati - "Fiori" Uno sguardo sul paesaggio che ripropone visivamente un secondo e diverso paesaggio attraverso la rappresentazione fotografica dei suoi elementi più incontaminati: i fiori. Un progetto di notevole rilevanza non solo estetica ma anche etica in quanto assume in sé quei valori di pensiero e di metodo che appartengono da sempre alla poesia e all'arte. In questo lavoro l¹atto del vedere si coniuga con quello del percorrere i luoghi della natura alla ricerca di segni, forme e colori che mutano con il tempo delle stagioni.
Sergio Lorenzoni - "Animali" La passione per la fotografia ha portato Lorenzoni a confrontarsi con se stesso e con l'arte della fotografia. Appassionato di paesaggi, da due anni si dedica alla fotografia di animali, privilegiando come oggetto della sua "esplorazione" fotografica, gli uccelli. In questa mostra si potranno scoprire le forme, i colori, lo spirito di questi signori dei cieli, colti nelle loro espressioni di vita quotidiana, senza che l'obiettivo fotografico turbi in modo alcuno il loro vivere. Luciano Mosca - "Maremma" “Ho cercato in passato e cerco ancora di coltivare, sempre e comunque, l’interesse per la comunicazione della fotografia alla collettività. La mostra vuole essere la prova di una ricerca personale, un segno d’amore per la mia terra. Dalle immagini si può capire che il mio interesse predilige il paesaggio boschivo e quello rurale, oltre al ritratto di personaggi, reportage, macro di fiori, di insetti e farfalle: immagini di una passeggiata tra valli, boschi e coltivazioni della ‘Mia Maremma’. Buona visione”. Luciano Mosca
Giancarlo Borgioli - "Tra apparenze e trasparenze" ”Quando oggetti reali e loro riflessioni / si moltiplicano nei palcoscenici metropolitani / la concretezza si perde in duplici assenze. / Il gioco degli specchi tra reale e virtuale / genera incertezze / ma la ragione si salva / solo salendo curiosa sulla giostra delle immagini”. (Pierpaolo Benucci). Le foto della mostra evidenziano il rapporto tra realtà e finzione, tra paesaggio reale e artificiale, in una ricerca estetica e compositiva che esprime personalità ed originalità.
Mario Vintari - "Pianeta Termini" “Mario ha indagato a fondo la quotidianità della stazione romana, la solitudine e l’anonimato dei viaggiatori che vi transitano senza vedere e essere visti. Ne sono nate immagini che riprendono e testimoniano le strutture inquietanti della stazione. Le figure riprese sono documentate nel loro isolamento nella loro disperata solitudine in cui l’inquietudine, l’angoscia e la paura sono generati dall’insicurezza della vita quotidiana dove ogni uomo è una monade a sé stante”. (Sintesi della recensione di Franco Fontana)
Rosalia Filippetti - "Breve storia di una vita"“Breve storia di una vita” è una sequenza di 8 autoscatti in bianco e nero formato 30x30 cm. Le immagini esprimono la travagliata esistenza di un individuo che rifiuta la propria identità, lottando contro se stesso fino alla fine dei suoi giorni. Ho curato personalmente sviluppo e stampa su carta baritata, sottoponendo infine le immagini al trattamento d’archivio mediante viraggio al selenio. Rosalia Filippetti Vincitori "Premio Canon Giovani Fotografi" 2001  Marco Anelli - "Miglior Portfolio" Premiato "per aver sviluppato un’ottima capacità creativa all’interno di un contesto molto frequentato". Per la capacità di sintesi e per lo sguardo atipico su un mondo "economicamente abusato". Mario Spada - "Miglior Portfolio" ex aequo Ex aequo nella sezione Miglior Portfolio è stato segnalato “per la capacità di essersi inserito in un contesto particolarmente difficile e diffidente. Per aver costruito un racconto "giornalisticamente pregnante". Daniele Dainelli - "Miglior Progetto" Premiato per la complessità di un progetto che si inserisce perfettamente in una logica di continuità con la cultura iconografica italiana pur rinnovandola in modo profondo e originale. Francesco Giusti - “Miglior Progetto" ex aequo Premiato, ex aequo, per la capacità narrativa e la delicatezza di uno sguardo mai giudicante che si riconnette con affetto ad una realtà marginale. Cristina Zanetti - "Migliore espressione dell'armonia" Si è aggiudicata la Borsa di Studio "per l’armonia espressa con un bianco e nero equilibrato". "Per la capacità di aver sviluppato un racconto omogeneo e completo". Vincitore di "Alberobello Fotografia" 2001 Pier Luigi Portolano - "Fritto Mistico" Un’ossessione per il cibo scaturita da una dieta, portata a termine con grande successo e molta ironia. Ecco come nascono le mie foto, in cui l’utilizzo della tecnica digitale risolve la necessità dell’espressione parossistica, finta e al tempo stesso esageratamente vera dell’oggetto fotografato. Colori urlati, estremi, la celebrazione del rito del consumo che compiamo tutti ogni momento e che il consumo del cibo riassume in forma esasperata. Cibi succulenti o repellenti, secondo i punti di vista, di sicuro cibi esagerati, vicino ai quali tutto assume forma secondaria, il gesto come l’oggetto. Vincitori "Internazionale di Fotografia" di Solighetto (TV) 1° classificato: Pietro Di Giambattista - "Nomadi" “Come spesso accade, lo spunto per cercare strade nuove nasce dall'insoddisfazione per i risultati di quelle già percorse. (…). Subivo da tempo il fascino del mondo nomade, fascino che per certi versi sarebbe stato poi ridimensionato dal contatto diretto con una realtà sociale difficile, assai lontana dall'immagine un po' oleografica di libertà e fantasia che associavo a questo popolo senza terra. (…) Ero certo solo della mia esigenza di penetrare sino in fondo la realtà nomade per arrivare a sentire come essi sentivano (…) Ma come raccontare tutto ciò con delle immagini? (…) La risposta è in noi stessi, nella nostra capacità di guardare il mondo non con distacco intellettuale ma con gli occhi del cuore”. (Pietro Di Giambattista, sintesi) 2° classificato: Fabrizio Magris - "Fotografie di paesaggio". Paesaggio urbano, o meglio, umano. Particolari di case, muri e strade sono dei “quadri” che forse non notiamo nel nostro distratto muoverci quotidiano. I muri scrostati dal tempo o modificati dall’uomo, diventano delle immagini in continuo mutamento. Le strane figure di sembianze umane appaiono silenziose, incerte. Queste fotografie nascono dalle suddette considerazioni, ma sono anche il frutto del caso o dello stato d’animo di un momento “creativo”: non documentano luoghi, ma segnano il mio passaggio. (Fabrizio Magris, sintesi) 3° classificato: Anna Fici - "Facce di Ballarò" “Questi ritratti nascono da una indagine che si colloca in un contesto di studio che la sociologia definisce “osservazione partecipante”, all’interno del quartiere-mercato di Ballarò di Palermo. (…) Ballarò, da "balahah", ovverosia confusione, il più autenticamente popolare. Vista da Ballarò, Palermo - una metropoli a tutti gli effetti - appare ancora poco più che una casbah. (…) Ho cercato di rendere con la fotografia i solchi che la vita a scavato sulle facce di queste persone, senza particolare enfasi; solchi che parlano di miseria, ma anche di passione vitale. Una passione che fa accettare agli abitanti di Ballarò, pur di mantenersi onesti - magari abusivi ma onesti - cose che pochi uomini del progredito Occidente, nel 2002, accetterebbero”. (Anna Fici, sintesi)
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