| TFF - Archivio 2003  Toscana Foto Festival 2003: le mostre Dal 6 luglio al 17 agosto 2003 a Massa Marittima (Grosseto) saranno aperte le mostre di alcuni tra i più grandi fotografi del panorama internazionale. Un evento atteso da tutti gli appassionati del settore, e un motivo in più per chi, da semplice turista, desidera ammirare la bellezza di una terra ancora incontaminata. Aria pulita e buona cucina faranno da contorno alla visita dei caratteristici siti e degli splendidi palazzi medievali, che ospiteranno al proprio interno le varie mostre allestite per l'occasione. Un appuntamento da non perdere. Giuseppe Tornatore - "Fotografo in Siberia" Regista di fama internazionale, vincitore di un premio Oscar, espone al TFF le sue opere fotografice dopo un tour in alcune città italiane, mettendo in evidenza un altro aspetto della sua carriera artistica. Inizia giovanissimo ad usare la macchina fotografica. Lui stesso racconta: "Avevo dieci anni quando ho cominciato a usare la macchina fotografica. Da allora per circa un decennio essa è stata per me una specie di indumento, qualcosa che si indossa necessariamente la mattina prima di uscire per strada, qualcosa senza la quale non puoi muoverti, qualcosa di molto simile alle scarpe". "È una città senza passato Novij Urengoi. Sembra sospesa nell'immensità del tempo così come è sospesa nell'immensità dello spazio. Questa città sembra letteralmente esplodere nel presente. Ed è come se la si percepisse nel proprio corpo, la potenza dell'energia sprigionata da questa esplosione." (E. Tadini) Ulteriori informazioni Joel Meyerowitz - "After September 11: images from Ground Zero" Per non dimenticare, ma anche per rinascere: arriva a Massa Marittima la mostra di Joel Meyerowtz, l'unico fotografo che ha potuto documentare, in tempo reale, il dramma e l'orrore delle Torri gemelle. Il solo fotografo ad avere libero accesso all'area, ha scattato oltre 4.000 foto, che saranno conservate al Museum of the City of New York. "Le fotografie di Joel – ha detto l'ambasciatore americano Mel Sember – toccano la nostra mente, il nostro cuore e la nostra anima. Vediamo lo spirito umano indomito, forte e determinato, resistente e capace di recuperare. (…) Alle macerie di cemento armato, alle travi d'acciaio contorte ha conferito una quieta nobiltà. Ha saputo cogliere l'umile eroismo dei tanti che, su quelle macerie, hanno dovuto lavorare. (…) Ma soprattutto è stato capace di trasmettere anche una dichiarazione di speranza: (…) la speranza che da questi attacchi si tragga una rinnovata determinazione a collaborare per creare un mondo pacifico e prospero". Una testimonianza di orrore e dolore, che, oggi più che mai, sembra ricordare che solo la pace è la vera via per un'autentica rinascita. Filippo Fabbi e Gabriele Dassori - "Aria: Solo per il Volo" Aria: "Solo per il volo" è un gruppo formato da Filippo Fabbi, Gabriele Dassori e Alejandro Ramos. Lo scopo di questo team è quello di allenarsi, promuovere e sviluppare il volo umano. "Vogliamo presentare il paracadutismo ed il volo umano attraverso fotografie e video trasmettendo le nostre emozioni e sensazioni ed inspirando un più ampio numero e varietà di persone. L'uomo moderno è consapevole e quindi sa come può camminare, correre, nuotare, scalare ma non conosce le possibilità che ha di volare. (...) Negli ultimi anni è stato sperimentato e sviluppato da un gruppo di paracadutisti di varie nazionalità un nuovo concetto di volo che si chiama 'freefly', la massima espressione del volo umano. Secondo questa scuola di pensiero l'uomo nell'atmosfera, senza l'ausilio di nessun attrezzo o macchina, con solo il proprio corpo, diventa protagonista del proprio volo: può decidere la direzione e la velocità con la quale dirigersi verso la terra, non sta più cadendo ma volando. (...) Volare non è più un sogno, ma è un'esperienza possibile...". AriA vuole catturare questa esperienza e trasmetterla attraverso le proprie immagini. Giovanni Cozzi - "Art-a-part" "Art a Part" è una linea di ricerca iniziata nel 2001, utilizzando il computer su immagini fotografiche in maniera non convenzionale. L'uso dell'elaborazione elettronica è "delatorio", rivelatore dei più intimi processi della costruzione visiva (composizione -"disegno") e della natura stessa del supporto fotografico tradizionale ("grana") e della successiva digitalizzazione (pixel, separazioni cromatiche, tracce di fotoritocco). Appaiono così e traspaiono i "fantasmi" del processo creativo e tecnico, necessari a dar luogo alle altrimenti patinate immagini di Giovanni Cozzi: ritratti di donna, of course, che nella comune fruizione nascondono l'essenza della loro materia e costruzione. Un gioco a svelare, dunque, l'intima essenza della foto-grafia nel suo utilizzo più contemporaneo. Luther Blisset Patrizia Savarese: - "Acquatica" "Corpi leggeri, volti rarefatti, forme espanse, eleganti e giocose. Occhi profondi, come profonda e pulita è l'acqua che li accoglie. I gesti appaiono naturali e prendono subito un ritmo incalzante. L'atto del guardare ritrova il proprio contesto, si fa pian piano interrogativo, consapevole, attento, presente. E così si crea lo spazio delle apparenze, delle allusioni, delle emozioni. Patrizia Savarese, con questa nuova prova fotografica, compie il definitivo salto verso lo sviluppo armonico della continuità . L'ennesima sfida alla rappresentazione della trasparenza sembra compiuta. Non c'è vittoria perché non c'è battaglia, ma c'è passione perché insieme all'acqua raccontata c'è la vita. (…) Pur mantenendosi distante dalla logica progettuale dell'estraniamento, l'autrice romana, per dare vita alle immagini di questo calendario Teuco 2003, sceglie un contesto narrativo forte. Patrizia si colloca a metà strada tra la condizione onirica e la percezione di una realtà altra, sempre filtrata dalla potenza delicata e fragile dell'acqua e, naturalmente, dalla consapevolezza della sua personalissima visione. (…) Non ha fatto solo delle fotografie, è riuscita a costruire una zona franca, è stata capace, soprattutto, di pensare ad un mondo diverso: sospeso, coraggioso e senza attese. Alla fine, gli scatti sono come gli attimi della vita. Momenti da riservare alla contemplazione, frammenti di un tempo da non misurare perché, fra la purezza di quelle inquadrature, c'è una possibilità in più, quella di ritrovare se stessi". Denis Curti (critico della fotografia) Claudio Porcarelli - "Famosi" Una carrellata di ritratti di personaggi del mondo dello spettacolo, dal cinema alla musica. Patty Pravo, Nancy Brilli, Raul Bova, Vittorio Gassman, Michelangelo Antonioni tra gli italiani e Wim Wenders, Anthony Hopkins, Gérard Depardieu, Harrison Ford, Jennifer Lopez, Emma Thompson tra gli stranieri. Immagini realizzate per lo più con il banco ottico, fondali neutri, inquadrature spesso frontali, grande attenzione all'espressività dei volti e degli sguardi. Mostra presente al Toscana Foto Festival per gentile concessione dall'agenzia Grazia Neri di Milano. Autori vari - "Marilyn Monroe: nessuno è perfetto" Nessuno è perfetto: questo valeva anche per la grande Marilyn, non molto alta, che ogni tanto usava delle imbottiture, insicura di se stessa. Eppure, forse proprio queste sue insicurezze hanno contribuito a farne il mito che tutti conoscono. La mostra raccoglie immagini scattate sul set di "A qualcuno piace caldo". Fotografie scattate dietro le quinte, che sanno cogliere, e rivelare, aspetti inconsueti e nascosti, per questo, ancora più veri. Curatori della mostra: Giulio Forti, Tita Beretta e Maurizio Rebuzzini. Claudio Betti - "Via e virtù di una foglia esotica" "Tea. Vie e virtù di una foglia esotica" (2001), volume da cui è tratta la mostra omonima, diario visivo del viaggio compiuto alla ricerca dell'anima del tè. Il lavoro, che l'ha portato in molti paesi orientali, propone un ritratto degli aspetti produttivi, culturali, tradizionali di questa esotica bevanda e fornisce uno spaccato autentico dell'attuale fenomeno della globalizzazione. Franco Fontana e gli ex corsisti - "Quelli di Franco Fontana" "Quelli di Franco Fontana" è una mostra indubbiamente originale. Capace di raccogliere ed esprimere quanto di più vero, e creativo, e appassionato, il Toscana Foto Festival sappia produrre. Perché ci si iscrive ad un workshop? Per tanto motivi. Per curiosità. Per passione. Per avere la possibilità di lavorare fianco a fianco dei mostri sacri della fotografia. Per migliorare la propria tecnica e le proprie competenze professionali. E, a volte, anche perché si spera di trovare, finalmente, la grande occasione. Un'occasione per esprimere se stessi e la propria arte. Ed anche per fare della fotografia il proprio mestiere. Un sogno che per molti diventa realtà. E "quelli" di Franco Fontana ne sono la testimonianza. Artistici, creativi, attenti, geniali, appassionati: ognuno con un talento, con un proprio stile. Che, grazie al workshop, ha trovato il modo migliore per esprimersi. Ed è stato il primo passo per nuove, grandi soddisfazioni. Che ancora continuano… "Quelli" di Franco Fontano sono: Carmelo Lo Martire, Massimo De Gennaro, Matilde Montanari, Andrea Razzoli, Mario Vintari, Francesca della Toffola, Donata Pizzi, Alex Mezzenga, Fausto Corsini, Federica Bertino, Roberto Graffi, Lucio Valerio Pini, Maurizio Briatta, Francesco Corbetta. Edis - Modena: - "Nuove tecnologie e proposte alternative"
Cesare Dagliana e Massimo D'Amato con il contributo del Comune di Firenze - Assessorato alle Politiche del Lavoro e Immigrazione - Assessorato alla Cultura: "Non lontano da qui" - Immigrazione islamica a Firenze Seguendo gli avvenimenti più importanti del calendario islamico, Cesare Dagliana e Massimo D'Amato hanno lavorato per circa un anno nella descrizione di aspetti rituali, culturali, sociali di alcune componenti della comunità musulmana di Firenze: somali, magrebini, senegalesi , rom, altri. Un progetto di largo respiro - supportato dall'Assessorato alle Politiche del Lavoro e Immigrazione e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze - che si concluderà nei prossimi mesi. Il materiale iniziale è stato presentato in una mostra a Firenze nel dicembre 2002 e viene ora riproposto. Il lavoro fotografico di Cesare Dagliana e Massimo D'Amato è consultabile all' indirizzo www.socialphoto.it
Garo Keshishian: "Bulgaria 1977-2001"
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| Di seguito gli orari delle mostre che rimarranno aperte tutti i giorni da lunedi 7 luglio a domenica 17 agosto. L'ingresso alle mostre è gratuito. | | DALLE ORE 17.00 ALLE 20.00 | DALLE 21.00 ALLE 23.00 |
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